(Un dettaglio della fotografia scattata da Maffeo Comesoli)

Un sorvolo in elicottero del ghiacciaio dell’Adamello mercoledì è bastato al comandante camuno Maffeo Comensoli di Elimast per capire che quello che vedeva dall’alto era un nuovo crepaccio molto esteso.

Il ghiacciaio del Pian di Neve, in direzione del Mandrone, è collassato nelle parte finale. La zona è quella tra il rifugio Mandrone e il rifugio ai Caduti dell’Adamello, poco distante da dove è stata posizionata una passerella per permettere nei mesi estivi di attraversare in sicurezza il tratto che con il caldo si trasforma in un laghetto.

Il pilota ha così scattato un’eloquente fotografia e lanciato l’allarme sui rischi per escursionisti e alpinisti che in questo periodo frequentano le cime di Presena e Presanella e i ghiacciai dell’Adamello.

Il ritiro dei ghiacciai è in progressione continua e quest’ultima grossa voragine non è che una delle numerose dimostrazioni del surriscaldamento globale che la natura ci vuole dare. Tanto che gli esperti prevedono che entro il 2040 i ghiacciai alpini resisteranno solo oltre i 3500 metri di altitudine.

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