Durante il lockdown per l’emergenza sanitaria Unimont, l’Università della Montagna di Edolo, ha reagito mostrando la “resilienza” acquisita in tanti anni di lavoro quotidiano tra le montagne.

Da polo universitario della Statale di Milano situato in un piccolo comune di montagna, Unimont anima un vero e proprio “network della conoscenza” con oltre 25.000 contatti, dimostrando che la dimensione locale, oggi, può uscire dalla marginalità e giocare un ruolo centrale per il proprio futuro.

Una prospettiva ancor più importante per l’epoca post-covid, nella quale i territori montani potrebbero acquisire un nuovo e più strategico ruolo per il Paese. L’esperienza di UNIMONT nell’avvicinare e collegare contesti distanti ha consentito di reagire prontamente al lockdown, garantendo la didattica mediante e-learning agli studenti del corso di laurea e dei corsi di perfezionamento e realizzando il programma delle attività seminariali a libera fruizione in streaming, seguiti da una media di 270 partecipanti ad appuntamento da tutta Italia.

Nuovi appuntamenti sono in calendario nel mese di maggio: l’8 con Filippo Thiery, meteorologo che parlerà di Himalaya; il 12 con Luca Giupponi sull’agro-biodiversità vegetale; il 20 con la presentazione del libro di Alberto Paleari; il 29 con Sara Panseri e la filiera apistica.


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