E’ passato un anno dal 9 giugno 2019, giorno in cui, battendo 2-1 il Legnano al Tassara, il Breno tornò in Serie D.
Abbiamo contattato il direttore sportivo dell’US Breno, Andrea Foresta, per ricordare le emozioni di un anno fa e cercare di fare il punto, dopo lo stop che anche il calcio ha dovuto subire a causa del Covid.

Foresta, qual è il suo ricordo di quel giorno storico per il Breno?

Un ricordo bellissimo, un’emozione che rimarrà per sempre. L’immagine che ho è l’esplosione del Tassara al fischio finale e la partita soffertissima e particolare: il primo tempo dominato e il secondo tempo complicato da noi per un’espulsione regalata all’avversario e il finale ad alta tensione visto che abbiamo segnato il gol che ci è valso la qualificazione gli ultimi minuti e abbiamo subito una traversa nei minuti di recupero . In caso di 2-2 sarebbe passato il Legnano”.

Un campionato che stava andando bene e poi, all’improvvsio, la sospensione di tutti gli allenamenti e di tutte le partite. Cos’è accaduto in casa del Breno, quali sono i ricordi di quelle giornate?

Ci tengo a ricordare innanzitutto a ricordare Renato Pezzotti, il nostro tesoriere, una persona di alto rilevo umano, che è venuta a mancare durante questo periodo buio per tutti noi (il 23 marzo, ndr). Era uno dei primi a festeggiare, sempre presente al Tassara, un uomo della società.
Per quanto concerne la stagione diciamo che era inziata bene e fino al momento della sospensione del campionato eravamo in linea con quelli che erano i nostri obiettivi. Ci siamo fermati con dispiacere, ma il lato sportivo passa in secondo piano rispetto a quello che abbiamo vissuto e che stiamo ancora vivendo, i cui segni rimarranno addosso ancora per molto”.

Ora si tenta di guardare al prossimo campionato anche se le incognite sono ancora molte, anche per il Breno.

“La cosa che ci preme è quella di avere delle date. C’è bisogno di tornare ad avere degli orizzonti temporali certi, per poter programmare. Stiamo parlando, nel nostro caso di dilettantismo, ma è comunque un mondo che muove tante persone e richiede impegno. Fermo restando che tutto si può cambiare, perchè la salute e la sicurezza possono far passare tutto di nuovo in secondo piano”.

Quanto a Mario Tacchinardi, l’allenatore, avete idea della sua riconferma?

“Direi che in linea di massima l’idea della società sarebbe quella di continuare con lui: da allenatore ha fatto sicuramente bene. Il compito arduo che aveva il primo anno l’ha portato a termine, quello che aveva quest’anno, per quanto possibile, ha ottenuto i risultati prefissati”.

I tifosi del Breno non hanno mai lasciato sola la squadra.

Li ringrazio e li saluto, sperando di poterci rivedere il prima possibile di persona: sono stati mesi duri ma non nego che la routine della domenica manca.

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