Alla Valcart di Rogno si aspetta il via libera dal Comune, Ats di Bergamo ed Arpa Lombardia per riprendere le attività.

 

In realtà, dopo l’incendio di due settimane fa che ha costretto l’azienda specializzata in trattamento dei rifiuti a sospendere il proprio lavoro, alla Valcart operai e collaboratori non hanno mai smesso di lavorare per velocizzare i tempi. Gli accertamenti in corso sono due: uno riguarda le origini del rogo ed è portato avanti dalla Procura di Bergamo e dai Carabinieri di Clusone; l’altro le procedure sugli impianti affinché possano tornare a funzionare.

La Valcart, intanto, sta affrontando anche un aggravio di costi: oltre al presunto milione di euro di danni causati dal rogo, ora è costretta ad accatastare i rifiuti e rivenderli, senza poter ottimizzare i cicli lavorativi. Inoltre, dovrà prendere in carico i costi di smaltimento delle mille tonnellate di rifiuti andati in fiamme e sostituire i due capannoni andati in fumo. Secondo Roberto Albertinelli, titolare dell’azienda, per tornare alla normalità servirà un anno.

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