Martedì, passato il peggio, è stata la giornata della pulizia, della bonifica e della conta dei danni.

Anche in Vallecamonica sono decine i comuni che hanno dovuto far fronte a frane, esondazioni, piccoli smottamenti e danni causati dalle forti raffiche di vento. I sindaci chiederanno alla Regione di dichiarare lo stato di calamità naturale. In 24 ore sulla nostra provincia è caduta la quantità di pioggia che in genere si registra in 3 o 4 mesi.

Colpita in particolar modo l’alta Valle. Dal Tonale alla Valsaviore, passando per la valle di Corteno fino all’Aprica, non si contano gli smottamenti, gli allagamenti e le interruzioni stradali causate dalla caduta di alberi, con conseguenti interruzioni dell’energia elettrica, e trombe d’aria che hanno sradicato migliaia di alberi di alto fusto in diverse località. Senza contare le mulattiere e la viabilità minore.

A Ponte di Legno sono finite a terra centinaia di piante che hanno bloccato la provinciale del Gavia tra Pezzo e Santa Apollonia, disastro che ha cancellato l’area faunistica di Pezzo, costata al Parco dello Stelvio oltre un milione e mezzo di euro.

A Edolo riaperte le statali 42 del Tonale e 39 di Aprica che nella notte tra lunedì e martedì, per la caduta di alberi e smottamenti, erano state chiuse. Liberata da sassi, alberi e detriti anche la statale 39, tra Corteno Golgi e Aprica.

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