Prima la zona arancione rafforzata e poi quella rossa hanno sicuramente rallentato gli spostamenti, ma non allo stesso livello dello storico lockdown della primavera del 2020. I dati elaborati da Enel X (raccolti in forma anonima dai sistemi di navigazione delle auto e dalle app degli smartphone), incrociati con gli open data della pubblica amministrazione parlano chiaro: prendendo come riferimento il 26 marzo scorso –giornata quindi di zona rossa-, in Provincia di Brescia ci sono stati due volte e mezzo gli spostamenti della media ponderata tra il 22 marzo ed il 3 maggio dell’anno scorso, per l’esattezza il 162%.

In alcuni Comuni della Vallecamonica, poi, sempre per la stessa giornata e con lo stesso riferimento del 2020, la percentuale schizza a livelli altissimi. Breno e Berzo Inferiore sono i Comuni di tutto il Bresciano con il maggiore aumento di spostamenti in auto: ben 635% in più rispetto ad un anno fa. A Capo di Ponte, invece, l’aumento è del +531%, a Pontedilegno del +258%.

Numeri che si legano inevitabilmente al pendolarismo dei residenti verso le proprie zone di lavoro e che ci aiutano a capire come mai la diffusione del virus fatichi a rallentare: a numerose categorie professionali non è stata indicata ancora nessuna prospettiva per la vaccinazione, come già accaduto per il personale scolastico. Le scuole, però, restano chiuse, mentre i lavoratori per svolgere la propria professione devono spostarsi.

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