Riecco l’orso: due pecore sbranate in Val Canè

Riecco l’orso: due pecore sbranate in Val Canè

La primavera ed il mondo animale non conoscono il significato della parola “pandemia”, e fanno il loro corso. Succede così che, mentre l’attenzione di tutti è rivolta giustamente altrove, in Val Canè torna a fare capolino l’orso, dopo un lungo letargo.

A testimoniarlo un allevatore di Saline, località poco sopra l’abitato di Canè di Vione, all’inizio dell’omonima vallata del parco nazionale dello Stelvio. L’uomo ha infatti rilevato che dal suo gregge mancavano due pecore. L’impronta lasciata dal plantigrado ha tolto ogni dubbio: l’orso si è avvicinato al gregge, ha sbranato una pecora, lasciandone la carcassa poco distante, mentre un’altra se l’è portata via con sé. Avvertiti gli agenti del nucleo ittico venatorio, il sopralluogo ha confermato la presenza dell’orso in zona domenica notte.

[Foto di repertorio]

Didattica a distanza, Alessandro Papale: “Al Golgi interazione tra docenti e studenti, per favorire il dialogo formativo”

Didattica a distanza, Alessandro Papale: “Al Golgi interazione tra docenti e studenti, per favorire il dialogo formativo”

Quando il 24 febbraio scorso gli studenti lombardi hanno visto chiudersi i cancelli delle proprio scuole, la parola d’ordine per tutti gli istituti della regione è stata “didattica a distanza”. In Vallecamonica, una delle scuole a non perdere tempo ed ad attivare immediatamente un servizio di istruzione online per i propri alunni è stato il Liceo Golgi di Breno.

Qui, tramite la piattaforma Office365 Education ed il registro elettronico Infoschool, si è cercato di perdere meno tempo possibile e di far ripartire, seppur in modalità del tutto nuova, le lezioni. “La piattaforma ha reso possibile un’interazione in tempo reale tra docenti e studenti”, sono le parole di Alessandro Papale, dirigente scolastico del Golgi, raccolte da Gianmario Martinazzoli, “in sostanza, si può replicare attraverso il web la classica lezione in presenza”.

L’intervento di Alessandro Papale, dirigente scolastico del Liceo Golgi di Breno

Un’operazione “possibile grazie ad un duro lavoro condotto da un’equipe di docenti ed esperti esterni coordinati dalla dirigenza”. Da una parte, quindi, i docenti possono continuare a tenere le loro lezioni, mentre gli studenti, costretti a casa, le seguono restando così al passo con il programma scolastico ed interagendo con i professori.

“In questi momenti in cui è facile smarrirsi”, aggiunge Papale, “il nostro liceo intende essere un faro ed un punto di riferimento per le famiglie, gli studenti ed i docenti, affinché la scuola possa continuare a dare quel barlume di normalità che l’emergenza sanitaria tende a distruggere. Ringrazio tutti i miei docenti per l’impegno, la serietà ed il senso di attaccamento all’istituzione che hanno dimostrato e stanno dimostrando in questo momento difficile: i nostri studenti hanno sposato con entusiasmo l’iniziativa, stanno portando avanti in maniera costruttiva il dialogo formativo, che continua, perché l’obiettivo è sempre quello di avere successo, anche quando ci sono eventi esterni come quello che stiamo vivendo”.

A Brescia arriva il Centro Covid-19, che farà da progetto pilota

A Brescia arriva il Centro Covid-19, che farà da progetto pilota

Sarà un’area all’interno del Civile di Brescia ad ospitare il “Centro Covid-19”, che diventerà di fatto un progetto pilota per la gestione del post-emergenza da analizzare ed eventualmente replicare in altre città. Dopo una serie di riunioni, giovedì è arrivato l’ok, come confermato da Davide Caparini, assessore regionale al Bilancio.

I lavori, dal costo di poco meno di un milione di euro in arrivo dal Pirellone, inizieranno la prossima settimana: riguarderanno un’ala dell’ospedale al momento non utilizzata, dove sarà possibile posizionare 180 posti letto. Il Centro sarà isolato dal resto del nosocomio ed avrà in dotazione tutte le attrezzature necessarie per la ventilazione.

L’accordo raggiunto tra l’Unità di Crisi e la Direzione generale del Civile permetterà quindi di realizzare un Centro che ospiterà persone affette da Covid-19, garantendo il massimo delle tranquillità agli altri pazienti ricoverati ed evitando anche l’intasamento del Pronto Soccorso. L’annuncio fa sfumare definitivamente l’ipotesi della realizzazione di un ospedale da campo a Brescia, come chiesto da alcune parti tra cui, nelle ore scorse, da Vito Crimi, Viceministro dell’Interno.

Un tragico marzo: triplicati i decessi in Vallecamonica rispetto all’anno scorso

Un tragico marzo: triplicati i decessi in Vallecamonica rispetto all’anno scorso

Archiviato un terribile mese di marzo, è il momento di iniziare a fare i conti con un bilancio che, seppure parziale, si preannuncia già pesantissimo per quanto riguarda il totale di vittime bresciane nei giorni che hanno visto l’Italia ostaggio del Coronavirus.

I numeri pubblicati dal Giornale di Brescia, che ha contattato le anagrafi di ogni singolo Comune della provincia, mostrano, a marzo 2020, un inquietante aumento di decessi rispetto allo stesso periodo del 2019: se un anno fa i deceduti erano stati 1.033, ora sono 3.710. Di questi, quelli ufficialmente riconosciuti come vittime della pandemia sono “solo” 1.349.

La differenza è costituita da decessi che non devono per forza essere stati causati dal virus, ma un incremento di tale portata fa comunque pensare che la pandemia abbia purtroppo fatto la sua parte anche tra coloro che, non ricoverati in ospedale, potrebbero essere risultati positivi, così come all’interno delle case di riposo, dove si segnala un anomalo aumento di decessi all’interno delle strutture, sempre più allo stremo.

La Vallecamonica, in questo bilancio, non è da meno: i dati dei Comuni sparsi sul nostro territorio rivelano un aumento di ben 328 decessi nel mese appena trascorso rispetto allo stesso periodo di un anno fa, quando si erano registrate 124 morti. Di queste, 101 sono state ufficialmente riconosciute come vittime Covid-19.

I Comuni maggiormente colpiti arrivano a superare anche le decine di vittime, in termini di differenza: Darfo Boario Terme ne conta 45 in più rispetto a marzo 2019, ad Iseo sono 33, a Sale Marasino l’aumento è di 24 vittime, a Bienno ed Edolo si registrano 16 morti in più, a Piancogno 13, a Provaglio d’Iseo 12. A Breno ed Esine 11 vittime in più, a Corteno Golgi, Gianico e Malonno dieci: cifre che fanno impressione.

I DECESSI IN VALLECAMONICA, CONFRONTO MARZO 2019/2020 (dati Comuni da Giornale di Brescia)

COMUNEDECESSI MARZO 2019DECESSI MARZO 2020DIFFERENZADECESSI UFFICIALI COVID-19 A MARZO 2020
ANGOLO TERME35+22
ARTOGNE45+11
BERZO DEMO16+50
BERZO INFERIORE24+20
BIENNO319+164
BORNO27+54
BRAONE02+21
BRENO819+116
CAPO DI PONTE25+31
CEDEGOLO20-20
CERVENO13+20
CETO01+11
CEVO14+32
CIVIDATE CAMUNO06+60
CORTENO GOLGI010+101
DARFO BOARIO TERME2267+459
EDOLO521+164
ESINE314+114
GIANICO111+105
INCUDINE03+30
ISEO1346+338
LOSINE11+00
LOZIO01+10
MALEGNO16+52
MALONNO414+100
MARONE34+12
MONNO03+30
MONTE ISOLA15+40
NIARDO55+01
ONO SAN PIETRO04+42
OSSIMO12+10
PAISCO LOVENO0000
PASPARDO03+32
PIAN CAMUNO110+93
PIANCOGNO316+132
PISOGNE1536+218
PONTEDILEGNO410+61
PROVAGLIO D’ISEO517+1211
SALE MARASINO226+244
SAVIORE DELL’ADAMELLO13+20
SELLERO02+20
SONICO02+20
SULZANO45+14
TEMU’05+50
VEZZA D’OGLIO04+44
VIONE06+61
ZONE04+41
TOTALE124452+328101

La Serie A torna in campo prima dell’estate? Cellino “Una follia, non farò giocare il Brescia”

La Serie A torna in campo prima dell’estate? Cellino “Una follia, non farò giocare il Brescia”

Non piace, a Massimo Cellino, presidente del Brescia Calcio, l’idea secondo cui la Uefa potrebbe far riprendere i Campionati e chiudere la stagione quando l’emergenza sanitaria fatica ancora a vedere un punto di arrivo. Intervistato dalla Gazzetta dello Sport, Cellino sostiene che “Questa stagione non ha più senso, nessuna squadra tornerà più come prima”.

Per il presidente delle Rondinelle, inoltre, non va assolutamente sottovalutato il rischio per la salute dei giocatori. “Tornare all’attività è pura follia”, aggiunge senza mezzi termini Cellino, che si dice “disposto a non schierare la squadra e perdere le partite 3-0 a tavolino per rispetto dei cittadini di Brescia e dei loro cari che non ci sono più”.

Secondo Cellino a decidere non deve essere la Uefa, ma l’Italia: dal momento che la stagione si chiude il 30 giugno, le linee guida del governo del calcio europeo sono “arroganti ed irresponsabili”. Una presa di posizione che troverebbe anche l’appoggio della Curva Nord, che ha già annunciato che, in caso di ritorno negli stadi, non presenzierà per rispetto delle vittime bresciane della pandemia.

Trasporto pazienti Covid-19, la Comunità Montana attiva il servizio

Trasporto pazienti Covid-19, la Comunità Montana attiva il servizio

La Comunità Montana di Vallecamonica corre in soccorso di quei pazienti affetti da Covid-19 dimessi dall’ospedale ma che si ritrovano senza un accompagnamento a casa perché il proprio nucleo familiare si trova in quarantena. Una situazione segnalata più volte e che ha trovato una risposta nell’accordo siglato tra l’ente comprensoriale, il Bim, l’Asst di Vallecamonica ed il Consorzio Servizi Vallecamonica.

Al momento della dimissione, l’ospedale contatta il Gicom, che a sua volta organizza il ritorno a casa tramite uno degli organismi di soccorso tra l’Arnica, Camunia Soccorso, la Croce Rossa e gli Amici di Pontedilegno, che trasportano il paziente in assoluta sicurezza.

📍 È attivo da qualche giorno il SERVIZIO DI TRASPORTO DEI PAZIENTI, residenti in Valle Camonica, affetti da COVID-19 e…

Pubblicato da Comunità Montana Valle Camonica su Giovedì 2 aprile 2020

Massimo Maugeri, assessore alla Protezione Civile in Comunità Montana, ha voluto ringraziare “questi gruppi di soccorso, sempre presenti, capaci in qualsiasi situazione di dare il meglio per assistere le persone in difficoltà”. “Con questo servizio”, conclude Maugeri, “la Comunità Montana intendere assumere un ruolo attivo di azione sul proprio territorio a supporto delle istanze dei Comuni e dei loro cittadini”.