Infortunio sul lavoro alle Poste di Edolo, 61enne soccorso dall’eliambulanza

Infortunio sul lavoro alle Poste di Edolo, 61enne soccorso dall’eliambulanza

Questo giovedì mattina un dipendente di Poste Italiane è rimasto ferito in modo grave all’interno del centro smistamento postale di Edolo. Si tratta di un 61enne di Castegnato.

Erano le 8:30 quando, l’uomo, impegnato a scaricare e caricare pacchi e corrispondenza sul camion di Poste nella sede di Piazza Nicolini, sarebbe caduto battendo il capo per cause ancora da accertare: pare che sia stato colpito da un pacco caduto dal mezzo.

Per l’operaio, che è sempre rimasto cosciente, sono arrivati i sanitari del vicino ospedale di Edolo. Per lui è stato deciso il trasporto in codice giallo all’ospedale di Sondalo, con l’eliambulanza atterrata nella piazzola del 118. Sul luogo dell’infortunio per gli accertamenti del caso c’erano i carabinieri e Ats della Montagna.

Ergastolo per Davide Fontana, che fece a pezzi e portò a Paline i resti della ex Carol Maltesi

Ergastolo per Davide Fontana, che fece a pezzi e portò a Paline i resti della ex Carol Maltesi

Ergastolo per Davide Fontana al termine del processo d’appello che si è celebrato ieri a Milano. Il 44enne è stato condannato per l’omicidio di Carol Maltesi, 26 anni, prima colpita con un martello, poi sgozzata quindi fatta a pezzi, messa per due mesi in un congelatore nella sua casa, a Rescaldina Milanese, nel gennaio 2022. I resti della donna furono ritrovati dentro dei sacchi un paio di mesi e mezzo dopo il delitto nei boschi di Paline di Borno, al confine con la Val di Scalve. (Nella foto la panchina dedicatale dai residenti della frazione camuna)

Nel giugno scorso la Corte d’assise di Busto Arsizio aveva condannato l’assassino, reo confesso, a 30 anni di reclusione. Allora i giudici di primo grado avevano escluso le aggravanti della premeditazione, dei motivi abietti e futili e della crudeltà nel delitto. Una scelta che aveva destato non poche polemiche a fronte dell’efferatezza dell’omicidio.

Ieri, al termine di una camera di consiglio protrattasi per oltre tre ore, la Corte d’assise d’appello di Milano ha invece condannato all’ergastolo l’imputato, assistito dagli avvocati bresciani Stefano Paloschi e Giulia Ruggeri. Due delle aggravanti escluse dalla Corte d’assise di Busto Arsizio, nello specifico quella della premeditazione e della crudeltà, sono state invece ritenute sussistenti dai giudici di Appello milanesi.

Da qui la condanna al carcere a vita per l’ex bancario, con l’accusa di omicidio volontario, distruzione e occultamento di cadavere. La Corte d’assise d’appello di Milano ha inoltre condannato l’imputato a risarcire 168mila euro alla madre di Carol Maltesi e 180mila euro al figlio della donna uccisa, che oggi ha 7 anni.

Le motivazioni saranno depositate entro 30 giorni. Visibilmente commossa la zia della vittima, Anna Milazzo: “Giustizia è fatta. Doveva pagare, nessuno ha diritto di togliere la vita a una persona in questa maniera” ha dichiarato.

Un incontro formativo per le Polizie locali camune

Un incontro formativo per le Polizie locali camune

Un incontro all’insegna della formazione e della prevenzione di fenomeni che, se per ora interessano soprattutto i grandi centri urbani, presto potrebbero diventare frequenti anche nei piccoli Comuni. E’ quello che si è tenuto martedì mattina nella sala del Bim di Breno, alla presenza di numerosi agenti delle Polizie Locali della Vallecamonica, a confronto con i Funzionari della Divisione Anticrimine della Questura di Brescia.

L’obiettivo dell’incontro, reso possibile grazie anche al lavoro di Eugenio Spina, Questore di Brescia, è stato condividere con gli agenti camuni temi di importanza cruciale, legati alla gestione della sicurezza sul territorio, tramite gli strumenti giuridici che rientrano nelle cosiddette “misure di prevenzione del Questore”, ovvero l’avviso orale, il foglio di via, l’ordine di allontanamento di 48 ore ed il daspo urbano.

La Questura vuole, così, evidenziare il ruolo fondamentale delle Polizie Locali, anche di quelle di prossimità, alle prese con piccoli territori, ma non per questo meno importanti sul fronte della sicurezza. La giornata è stata anche occasione per fare il punto della situazione sul progetto di una gestione unica delle Polizie Locali camune, con la fase istruttoria voluta da Questura e Prefettura che è giunta a Roma, mentre si continua a lavorare per il sogno di un Commissariato di Vallecamonica.

Darfo, derubato dal telefono da due sconosciuti

Darfo, derubato dal telefono da due sconosciuti

Sono attualmente in corso le indagini da parte dei carabinieri della Stazione di Darfo Boario Terme per individuare le due persone che, nelle sere scorse nella frazione Corna, hanno derubato un uomo di 48 anni del proprio telefono cellulare.

L’uomo, stando alla ricostruzione, era appena uscito da una tabaccheria, quando è stato avvicinato da una coppia di persone a lui sconosciute. Queste hanno quindi estratto uno spray urticante al peperoncino, che gli hanno spruzzato in faccia, rendendogli difficile difendersi; gli hanno così rubato il telefono, per poi fuggire.

Immediatamente, sono state allertate le Forze dell’Ordine che, giunte sul posto, hanno avviato le indagini per risalire agli artefici del furto. In questo senso, saranno utili le immagini delle telecamere di videosorveglianza della zona, che potrebbero fornire informazioni sulla loro identità.

Ex Selca, l’assessore Maione: “Pochi passi avanti nella rimozione dei rifiuti”

Ex Selca, l’assessore Maione: “Pochi passi avanti nella rimozione dei rifiuti”

Regione Lombardia torna ad occuparsi del caso del sito ex Selca di Forno Allione, a Berzo Demo: dopo aver partecipato al tavolo in Prefettura nell’ottobre scorso con Comune, Comunità Montana e Provincia di Brescia, nel dicembre scorso era giunto lo stanziamento di un milione di euro (all’interno del pacchetto dei canoni idrici) per dare il via alla rimozione dei rifiuti presenti ormai da anni sul sito, Giorgio Maione, assessore regionale all’Ambiente, sollecita il curatore fallimentare affinché siano fatti dei passi avanti.

Le risorse stanziate nei mesi scorsi saranno trasferite alla Provincia che, a sua volta, le passerà al Bim, con l’obiettivo di avviare almeno un primo lotto di trasferimento di rifiuti dall’Italia ad un sito già scelto che si trova in Austria.

Maione, però, lamenta che ad oggi i passi avanti da parte di Giacomo Ducoli, curatore fallimentare del sito, sono stati pochi: “Ho chiesto personalmente la convocazione di un ulteriore incontro in Prefettura”, dice l’assessore, “per capire quali mosse voglia fare il curatore. Abbiamo già aspettato troppo”.

L’assessore sostiene di avere sollecitato più volte sia il curatore che i tecnici per presentare la notifica per la spedizione dei rifiuti e che dalla Regione è stato contattato il Comune di Berzo Demo per offrire un supporto nelle operazioni di rimozione ed assegnazione dell’incarico. Per Maione quella dell’ex Selca è dunque una questione prioritaria per la Regione: “La Giunta Fontana”, chiude, “ha le bonifiche come priorità e non possiamo tollerare ulteriori attese”.

Lozio, mercoledì i funerali di Massimo Donina, morto un mese dopo l’incidente

Lozio, mercoledì i funerali di Massimo Donina, morto un mese dopo l’incidente

Saranno celebrati mercoledì 21 febbraio, alle ore 14:30 nella chiesa parrocchiale dei Santi Pietro e Paolo di Villa di Lozio, i funerali di Massimo Donina, il 59enne originario di Ceto ma residente a Lozio morto mercoledì scorso all’ospedale San Gerardo di Monza, un mese dopo l’incidente in cui era rimasto coinvolto con il figlio 27enne mentre, sulla Statale 42 all’altezza di San Paolo d’Argon, si stava recando in Valle d’Aosta per conto di un’impresa edile.

Il loro furgone si era scontrato con un tir che proveniva dalla direzione opposta, il cui autista (un 56enne di Credaro) era rimasto lievemente ferito. Padre e figlio, invece, erano apparsi subito gravi: se il figlio si è ripreso ed ha da poco cominciato la riabilitazione, il padre è venuto a mancare la settimana scorsa. Dopo il nullaosta dalla Procura di Bergamo, la salma è stata consegnata alla famiglia per la celebrazione dei funerali. Donina lascia la moglie Barbara, i figli Duilio e Debora, i nipoti, i fratelli e le sorelle.