Autobus affollati di studenti, Tpl Brescia risponde alla Comunità Montana

Autobus affollati di studenti, Tpl Brescia risponde alla Comunità Montana

Quando, pochi giorni fa, Sandro Bonomelli, presidente della Comunità Montana, scrisse all’Agenzia del Trasporto Pubblico Locale di Brescia per avere risposte in merito agli autobus affollati di studenti anche in Vallecamonica, non ci fu nessuna risposta.

Una replica a quella richiesta è arrivata nelle ore scorse, direttamente da Giancarlo Gentilini, direttore dell’Agenzia, che senza mezzi termini spiega che questa situazione si estende a tutta la provincia. Numerose le cause: innanzitutto, la mancanza di fondi per reperire nuovi autobus, ma anche il fatto che da quest’anno si è tornati all’ingresso in classe unico e non scaglionato come accaduto negli ultimi due anni a causa della pandemia, riproponendo un problema che esisteva già prima della diffusione del Coronavirus.

Inoltre, si aggiungono altre due situazioni: una è legata all’interruzione della linea ferroviaria all’altezza di Breno, che costringe gli studenti a dover utilizzare un servizio di bus sostitutivo, l’altra alla scelta di alcuni istituti camuni di introdurre la settimana corta.

Detto questo, l’Agenzia per il Trasporto Pubblico Locale si dice comunque disponibile a partecipare ad un tavolo di confronto con gli enti camuni, per trovare la soluzione più adatta ad entrambe le parti e ridurre il problema. Un tentativo era già stato fatto nei bienni 2018-19 e 2019-20 in Valgrigna (una delle aree maggiormente interessante dal problema), con un protocollo firmato con i Comuni di Berzo, Bienno ed Esine, non più rinnovato per mancanza di richieste.

Contagi raddoppiati in due settimane nel Bresciano

Contagi raddoppiati in due settimane nel Bresciano

Il mese di ottobre si apre all’insegna del rialzo, per quanto riguarda l’andamento del contagio da Covid-19 in Vallecamonica. 462 gli attualmente positivi sul nostro territorio: tanti ne sono stati segnalati nel primo report fornito dall’Ats della Montagna e relativo al fine settimana appena trascorso.

Rispetto a giovedì scorso, c’è stato quindi un aumento di 49 positivi, mentre i nuovi casi segnalati sono 47 e i nuovi guariti 39. La tendenza a un aumento di nuovi casi è riscontrabile anche a livello nazionale, così come a livello provinciale.

Basti pensare che nelle ultime due settimane, in provincia di Brescia, i nuovi casi sono raddoppiati rispetto a metà settembre. Nel Bresciano, nella giornata di lunedì i nuovi casi sono stati 339, a fronte di 1.847 in tutta la Regione.

Al futuro Polo museale interattivo della Valle dei Segni la parte più consistente dei Fondi ex Odi

Al futuro Polo museale interattivo della Valle dei Segni la parte più consistente dei Fondi ex Odi

La fetta più consistente dei fondi ex Odi assegnati ai Comuni di Confine, 7 milioni di euro (dei 31 complessivi assegnati agli enti camuni) saranno gestiti dalla Comunità Montana e destinati alla realizzazione del progetto del Polo museale interattivo e internazionale della Valle dei Segni, dedicato alla preistoria e alle incisioni rupestri, che sorgerà tra Ceto e Capo di Ponte, serviranno complessivamente 26 milioni (13 sono già stati assicurati dalla Regione e 6 dal Bim).

L’intervento sarà gestito dalla Comunità Montana attraverso la Fondazione Valle dei Segni, presieduta da Alberto Piantoni. Con lui Marina Lanzetti, sindaco di Ceto e referente degli amministratori camuni per questa proposta, e i colleghi di Capo di Ponte, Andrea Ghetti, e di Breno, Alessandro Panteghini. 

Da quello che finora è emerso l’opera sarà un enorme contenitore nel quale troveranno posto un centro congressi, una serie di installazioni contemporanee, un cinema teatro, un ristorante e un’aula digitale che permetterà ai visitatori di viaggiare nella preistoria. È già stato sottoscritto un protocollo d’intesa e a breve verrà assegnato l’incarico per lo studio di fattibilità tecnico economica.

Al momento è stato completato lo studio di tutti i siti d’arte rupestre e ora si procederà con il primo lotto d’interventi a Capo di Ponte e a Ceto, collegando la Riserva delle incisioni di Ceto, Cimbergo e Paspardo con il Parco Nazionale di Naquane.

Comunità Montana, stasera l’assemblea con la nomina di due nuovi assessori

Comunità Montana, stasera l’assemblea con la nomina di due nuovi assessori

Spicca la surroga dei componenti della Giunta esecutiva tra gli ordini del giorno dell’assemblea degli enti comprensoriali fissata per le 19:30 di stasera, lunedì, a Breno. La Comunità Montana infatti attendeva questa riunione per mettere ordine negli assessorati vacanti, in seguito alle elezioni nel Comune di Darfo Boario Terme di giugno e al commissariamento di Bienno di un anno fa, con successiva riconferma dell’amministrazione uscente sempre nell’ultima tornata elettorale.

Massimo Maugeri, l’ex sindaco di Bienno e ora assessore comunale – che ricopriva, fino al 2021, in Comunità Montana la carica di assessore a Parco, Protezione civile e Sport – stando alle voci di corridoio che anticiperebbero le nomine di stasera rimarrebbe nell’ente, ma per occuparsi dell’assessorato alla Cultura e al Turismo, fino a giugno appannaggio dell’ex assessore darfense Attilio Cristini, ex vicesindaco di Darfo Boario Terme nella Giunta Mondini.

E al Parco? Dell’assessorato vacante potrebbe occuparsi il sindaco di Breno, Alessandro Panteghini.

La Giunta Esecutiva della Comunità Montana di Valle Camonica è attualmente composta dal Presidente Alessandro Bonomelli, Vice-Presidente Enrico Dellanoce, e dagli assessori Cristian Farisè, Mirko Pendoli e Ilario Sabbadini.

Oltre alla convalida dei nuovi rappresentanti e la surroga dei componenti della Giunta esecutiva per la Comunità montana, l’assemblea del Bim procederà alla convalida dei nuovi delegati effettivi e supplenti. Per il Comune di Darfo sarà il sindaco Dario Colossi a sedere tra i banchi del Consorzio.

All’ordine del giorno anche l’approvazione di variazioni al bilancio di previsione 2022/2024 e del bilancio consolidato dell’esercizio 2021, che saranno illustrati dall’assessore al Bilancio, Cristian Farisé.

Maxi esercitazione con allarme incendio a Esine per i gruppi di Protezione Civile A.I.B. della Vallecamonica

Maxi esercitazione con allarme incendio a Esine per i gruppi di Protezione Civile A.I.B. della Vallecamonica

L’allarme per un incendio in località Pianazzo di Esine è stato fatto scattare sabato mattina, primo ottobre, dopo il rinvio della scorsa settimana, quando era stata fissata la maxi esercitazione di Protezione civile comprensoriale Antincendio boschivo A.I.B. promossa dalla Comunità Montana di Vallecamonica.

Una simulazione d’intervento d’emergenza che ha coinvolto una settantina di persone appartenenti a 27 gruppi, coordinati dalla sala operativa G.I.Co.M. guidata da Giambattista Sangalli.

La finalità dell’iniziativa è stata quella di verificare l’efficienza del sistema simulando una situazione realistica di intervento in caso di un incendio di vaste proporzioni, specialmente in un contesto siccitoso come quello dell’estate appena trascorsa.

L’azione di spegnimento ha coinvolto anche altri soggetti operanti sul territorio che, a vario titolo, potrebbero essere chiamati in causa ciascuno per la propria competenza (vigili del fuoco e carabinieri Forestali) in caso di incendio.

Tra le attività svolte: la definizione di una catena di comando e controllo, prove di radiocomunicazione fra Dos, capisquadra e gruppi in fase d’intervento coordinato di spegnimento, utilizzo attrezzature AIB per spegnimento attivo, realizzazione di colonne d’acqua e prova di elicooperazione con elicottero della flotta regionale, finalizzate alla lotta attiva su un ipotetico fronte di fiamma su versante. Le operazioni si sono concluse in tarda mattinata.

Un’esercitazione importante e necessaria, se si pensa alle innumerevoli emergenze incendi che in questo 2022 hanno interessato i boschi della Valle, dall’alta alla bassa, complicate dalla forte carenza d’acqua che il territorio stava affrontando e dalla siccità del terreno.

Nuovo comandante provinciale per i carabinieri di Brescia: è Vittorio Fragalà

Nuovo comandante provinciale per i carabinieri di Brescia: è Vittorio Fragalà

È Vittorio Fragalà, 48enne nato a Napoli e cresciuto a Mergellina, il nuovo comandante provinciale dei carabinieri di Brescia (nella foto al centro).

Quattro lauree, tra le quali una in Giurisprudenza e una in Scienze politiche, dopo la scuola militare della Nunziatella e l’accademia di Modena, e dopo un passaggio a Velletri, il colonnello Fragalà ha maturato esperienze in grandi città: ha guidato il Nucleo operativo radiomobile di Milano Duomo, ha comandato la compagnia di Roma Parioli ed è stato comandante del Gruppo Carabinieri di Napoli.

Ha alternato incarichi sul campo a ruoli di rilievo nella formazione dei carabinieri, ma anche fornito il suo supporto ai vertici dell’Arma. Dal 2018 fino a ieri ha prestato servizio allo Stato Maggiore del Comando Generale Carabinieri dapprima quale Capo ufficio relazioni con il Pubblico e dal 2019, promosso colonnello, quale Capo Ufficio addestramento e regolamenti.

Prossimità ai cittadini, oltre che ascolto e prevenzione, i capisaldi dell’azione che ha indicato il nuovo comandante provinciale dell’Arma, che ha preso il posto del colonnello Gabriele Iemma e che darà continuità all’azione degli ultimi anni in una provincia vasta e complessa.