Buona Vita nonostante: gratitudine

Buona Vita nonostante: gratitudine

In Buona Vita, nonostante sappiamo che la Gratitudine è anche imparare a riconoscere ciò che nella nostra vita merita ancora di essere evidenziato.

Attraverso una storia che sa di saggezza, un vecchio contadino ci aiuterà a comprendere come il nostro sguardo può fare la differenza

indipendentemente dalla fortuna, anche quando la malattia, la fatica e le responsabilità accompagnano le nostre giornate.

Nel nostro “essere” istintuale che evidenzia con forza ostacoli e difficoltà,

la finestra aperta sulle neuroscienze apre a nuovi modi di vedere trasformando piccoli gesti quotidiani in ricariche emotive, per allenarci a riconoscere ciò che conta davvero e costruire una Buona Vita, nonostante.

Gratitudine allora diventa cercare piccole e grandi opportunità di bellezza dentro ai nostri giorni,

anche tra le pieghe della malattia e delle sfide che la vita mette sul nostro cammino.

Costruiremo così un tempo che sa di possibilità e di bellezza fino all’ultimo gesto, fino all’ultimo nostro respiro.

Lunedì 21 settembre su Radio Voce Camuna alle ore 8:00 Giorni Felici Buona Vita nonostante (in replica giovedì 24 settembre alle 16:15), con la felicitatrice Rosalia Consoli affronta il tema della gratitudine:

Poiché la mente umana tende per istinto a focalizzarsi su ostacoli e problemi, la gratitudine agisce come una “finestra aperta” che trasforma piccoli gesti quotid

Avvisiamo gli ascoltatori che per il rinnovo del palinsesto di Radio Voce Camuna, questa è l’ultima puntata.

Potrete comunque proseguire il percorso di Buona Vita nonostante e Il Respiro 2026 sulla piattaforma Spotify tramite canale Giorni Felici Voice.

 Aspettiamo qualcosa di bello per esserne grati senza essere consapevoli che la gratitudine apre occhi e mente alla scoperta della bellezza. 

“Non serve essere felici per essere grati. Ma essere grati, davvero, può farci scoprire un nuovo modo di essere felici.” 

(Marcel Proust)

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Sente-Mente modello

Sente-Mente modello

Sente-Mente® è un modello socio-sanitario e relazionale italiano ideato nel 2014 da Letizia Espanoli.

Il progetto è nato per rivoluzionare l’approccio alla cura e all’assistenza delle persone affette da demenza, Alzheimer e patologie croniche irreversibili.

Rosalia Consoli e Letizia Espanoli

In questi anni Letizia Espanoli ha costruito intorno a se un team di persone animate dai suoi stessi principi.

Ognuna di loro ha seguito un percorso formativo approfondito che ho sviluppato e validato in tutte le sue fasi.

Solo chi ha seguito questo corso, infatti, può utilizzare la denominazione di Felicitatrice o Felicitatore

ed è autorizzato a mettere in atto il Sente-mente® modello e diffondere l’approccio Buona Vita nonostante,

in tutto il territorio offrendo consulenze e organizzando corsi e iniziative di sensibilizzazione.

La nostra ormai conosciutissima felicitatrice Rosalia Consoli, ospite come ogni mese a Radio Voce Camuna in

“Qualcosa da Dire” con Daniela Pezzoni, mercoledì16 settembre alle 10:30 (in replica venerdì 18 settembre alle 16:15)

ce ne ha parlato, elencando anche i diversi eventi e gli indirizzi per trovare informazioni:

La qualità della vita delle persone fragili dipende dalla qualità di chi le accompagna.

Dal modo in cui un operatore entra in una stanza.

Dal modo in cui una famiglia impara a restare presente.

Dal modo in cui una organizzazione costruisce ogni giornata.

Questo non è un problema di risorse.

E’ un problema di cultura. Di sguardo. Di metodo.

(Letizia Espanoli)

I cinque pilastri del modello

Cinque aree scientifiche che orientano le scelte del modello

1. La vita non finisce con la diagnosi

Se ti fermi solo a guardare quello che la malattia ha portato vita, se ti fermi a osservare quello che la persona non è più in grado di essere e fare ti perderai ogni possibilità di incontro con la vita possibile

2. Le emozioni non sono una malattia, i comportamenti sono messaggi

Ogni disturbo del comportamento è un comportamento indicativo: a noi l’impegno di riconoscere il messaggio nascosto

3. La connessione mente-corpo

Il corpo parla prima delle parole. Quelle del residente che non riesce più a dirsi, e quelle dell’operatore che porta in turno tutto ciò che non ha elaborato.

4. Psicologia positiva e psicologia delle possibilità

Non la negazione della difficoltà: l’allenamento a vedere ciò che è ancora possibile. Nella persona, nell’organizzazione, in chi cura.

5. Con-tatto: contatto, sguardo, gentilezza

La gentilezza non è un ornamento. È struttura della relazione di cura. Si insegna, si osserva, si allena, si misura.

La persona con demenza sente fino alla fine, ha desideri, emozioni, un’identità che persiste oltre la diagnosi. E merita di essere incontrata non solo assistita.

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L’amore? Sei tu –  di Francesca Bonati

L’amore? Sei tu – di Francesca Bonati

Francesca Bonati nata a Brescia il 5 settembre 1972. Studia e si diploma all’Istituto d’Arte “Caravaggio” con il titolo di Maestra d’Arte.

Nel 2022 consegue quattro diplomi al centro olistico milanese diventando operatrice olistica nella tecnica del massaggio.


L’Amore? Sei tu, è il suo romanzo d’esordio.

Ho saputo del libro via mail, la copertina particolare con quel gatto nero,

ed io che ho una gatta nera come quella della copertina del libro di Francesca Bonati, che amo i gatti,

non ho resistito, ho dovuto contattarla.

Se una persona ama gli animali, se ama i gatti, in particolare di color nero, deve essere speciale, sicuramente ha qualcosa da dire, sento che mi piacerà.

Ed eccola ospite a “Qualcosa Da Dire” mercoledì 26 agosto alle 10:30 su Radio Voce Camuna (in replica venerdì 28 alle 16:15)

Una donna solare, simpatica, che ha scavato dentro di se, per amarsi, per rinascere ed essere finalmente se stessa.

Bisogna volersi bene, amarsi, per stare bene con se stessi e con gli altri.

Pubblicato da Europa Edizioni, il libro è un’opera autobiografica, di crescita personale intensa e ispiratrice.

Al centro della narrazione c’è un potente messaggio di autostima e rinascita emotiva.

Il viaggio dell’autrice attraversa giorni bui, che dico bui, quei momenti in cui non vedi più nulla, senti solo il dolore che ti sta schiacciando.

Quanto tempo a considerare gli altri e a non considerare se stessa?

Giunge il momento di fermarsi, riflettere, analizzare i propri comportamenti, le decisioni,

ed ecco il coraggio di mettersi a “nudo”, di accettare la propria vulnerabilità, di scrivere.

Nasce così “L’amore? Sei Tu“

I periodi di difficoltà e dolore possono anche essere un punto di inizio, di svolta della vita.

La gioia di scoprirsi, di essersi finalmente “innamorata” di una persona straordinaria: se stessa (Francesca).

https://www.facebook.com/francesca.bonati

Buona Vita nonostante

Buona Vita nonostante

Le emozioni non sono problemi da risolvere.

Sono informazioni da ascoltare.

In questo episodio partiamo da ciò che accade dentro di noi quando un’emozione arriva:

il corpo cambia, l’attenzione si restringe o si amplia, e il nostro modo di leggere ciò che accade può cambiare.

Ore 8:00 Radio Voce Camuna con Rosalia Consoli felicitatrice Giorni Felici Sente-Mente Modello

lunedì 24 agosto In Buona Vita nonostante ci parla di EMOZIONI (in replica giovedì 27 agosto alle 16:15)

La psicologa Barbara Fredrickson ci aiuta a comprendere come alcune emozioni possano ampliare il nostro campo di attenzione e aprire nuove possibilità.

Le emozioni positive, alla pari di quelle negative, svolgono una funzione adattativa in quanto motivano l’uomo a svolgere delle attività che sono evolutivamente adattative.

Esse, infatti, possono ampliare e migliorare le abilità sociali, cognitive e comportamentali.

Le abilità che l’individuo acquisisce sono durature rispetto agli stati emotivi transitori che hanno portato alla loro acquisizione, per cui il risultato di provare un emozione positiva, corrisponde ad un incremento delle risorse personali durature

che possono essere utilizzate in seguito in altri contesti e in altri stati emotivi (Barbara Fredrickson).

E allora impariamo a non farci guidare automaticamente da ciò che sentiamo, ma a fermarci, ascoltare e comprendere.

Con una metafora: il faro.

Resta acceso, osserva e orienta.

Un’emozione può raccontarci molto.

La paura può avvicinarci a qualcosa che per noi conta.

La rabbia può accendere una luce su un confine, un bisogno, un valore.

La tristezza può raccontare la profondità di un legame.

La gioia può indicarci ciò che ci fa sentire vitali.

Ma non esiste un vocabolario universale.

La stessa emozione può avere significati diversi per persone diverse e in momenti diversi della vita.

Per questo ascoltare la bussola significa soprattutto diventare curiosi di noi stessi.

Le emozioni sono feedback: ci aiutano a raccogliere informazioni mentre navighiamo, senza sostituirsi al timone con cui scegliamo la direzione.

Perché l’emozione non decida la rotta, ma possa aiutarci a scegliere come attraversare il mare della nostra vita, anche quando è in tempesta.

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Lascia che sia il destino a giocare – di Michele Chiodi

Lascia che sia il destino a giocare – di Michele Chiodi

Michele Chiodi classe 1997 di Sellero.

Fin da piccolo manifesta creatività e inventiva, piacere nella lettura ed interesse nella scrittura.

Diplomato al liceo linguistico, segue poi la vocazione per il diritto e prosegue gli studi alla facoltà di Giurisprudenza presso l’Università degli Studi di Brescia, dove si laurea nel 2021.

Gli anni universitari, fatti di maturazione, legami, crescita e conoscenza lo portano ad avere una forte esigenza di scrivere.

Il suo primo libro esce nel 2022,“Il Fardello della Giustizia”,(presentato anche a Radio Voce Camuna in Pausa Caffè).

Lascia che sia il destino a giocare è il suo secondo, un romanzo che parla dell’amore tra Michael e Claire, quell’amore che non passa mai.

Puoi cambiare vita, spostarti in qualsiasi posto, legarti ad altre donne,

ma nel profondo, quell’amore così intenso così libero non ti abbandonerà.

Michele Chiodi ospite a “Qualcosa da dire“ con Daniela Pezzoni su Radio Voce Camuna alle 10:30 ,mercoledì 5 agosto 2026 (in replica venerdì 7 agosto alle 16:15) ha svelato alcuni temi del suo libro incuriosendomi parecchio.

Ecco l’audio:

Michele Chiodi A Radio voce Camuna

Un romanzo, Lascia che sia il destino a giocare che intreccia amore, destino e rinascita,

raccontando la storia di Michael e Claire, due anime che sembrano legate da un filo invisibile.

Ambientato in una Londra intensa e malinconica, il libro esplora come un incontro casuale possa cambiare radicalmente il corso della vita e mettere alla prova sentimenti, speranze e fragilità umane.

Uno degli aspetti più interessanti del romanzo è la riflessione sul rapporto tra caso e destino.

Gli eventi della vita sono già scritti oppure sono le nostre scelte a dare forma al futuro?

Michele Chiodi

Michael e Claire rappresentano due modi diversi di affrontare l’esistenza:

da un lato il desiderio di controllare tutto, dall’altro la capacità di affidarsi alle emozioni e accogliere l’imprevedibile.

La scrittura è scorrevole e ricca di emotività.

Le descrizioni degli stati d’animo dei protagonisti sono il cuore del romanzo,

permettono a chi legge di immedesimarsi nelle loro paure, nei loro sogni e nelle loro sofferenze.

Si passa da momenti di grande intensità emotiva ad altri di riflessione, come una giostra che gira.. prima su, poi giù e poi ferma a mezz’aria, mantenendo vivo l’interesse fino alla fine del libro.

Il messaggio più significativo del libro è che la vita non segue sempre i piani che costruiamo.

Spesso gli eventi più importanti nascono da coincidenze impreviste, ma siamo noi a decidere come affrontarle.

Il destino può offrire opportunità, ma richiede anche coraggio, fiducia, la capacità di accettare il cambiamento.

La sofferenza e la felicità sono parti inseparabili dell’esperienza umana:

solo attraversando i momenti difficili si può comprendere il valore dell’amore.

Lo scrittore ci invita a non avere paura dell’incertezza,

ciò che sembra un ostacolo può trasformarsi nell’inizio di un nuovo percorso.

Il libro è ambientato a Londra

Un libro per chi ama le storie romantiche con una forte componente introspettiva.

Non si racconta solo una storia, porta ad una riflessione importante sulle scelte, sulla forza dei lagami umani.

L’amore come forza trasformativa, la fragilità dell’essere umano, la rinascita dopo il dolore,

il contrasto tra controllo e abbandono (Michael incarna il bisogno di pianificare ogni aspetto della propria vita, mentre Claire vive con maggiore spontaneità).

La ricerca di sé, i due protagonisti affrontano un viaggio interiore, imparano a conoscere se stessi, comprendendo i propri limiti, desideri e valori.

La sofferenza come parte della vita, il dolore che non si deve evitare, ma farne esperienza costruttiva.

«Soffro perché vivo».

La speranza, la vita offre sempre la possibilità di ricominciare e di trovare un nuovo equilibrio.

Come si può vivere pienamente in un mondo in cui non tutto dipende da noi?

Non bisogna rassegnarsi, trovare l’equlibrio tra volontà personale e accettazione dell’imprevedibile.

Il destino può mettere davanti alle persone occasioni, prove e incontri,

é il modo in cui ciascuno reagisce a questi eventi,

ciò che definisce davvero la propria identità e il proprio percorso di vita.

Si legge in un baleno, tra sorrisi e qualche lacrima.

Amando la musica è stato bello trovare ad ogni fine capitolo una canzone.

e la frase:

” Quando ami una canzone,

ti entra nelle ossa e la canti solo, quando piangi,

non la sprechi per chi non sa ascoltare”.

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Giorni Felici – Respiro 2026 – RADICI

Giorni Felici – Respiro 2026 – RADICI

Da dove nasce il modo in cui affrontiamo la vita?

In questa puntata de Il Respiro del 2026 scenderemo sotto la superficie per andare alla scoperta delle nostre radici:

quelle che, giorno dopo giorno, hanno costruito il nostro modo di pensare, di reagire, di scegliere e di credere nelle nostre possibilità.

Parleremo di come le esperienze vissute, le persone incontrate e le parole ascoltate abbiano contribuito a formare ciò che siamo oggi.

Scopriremo, grazie alle neuroscienze e alla psicologia delle possibilità, che le nostre radici non raccontano solo il passato, ma possono diventare il punto di partenza per costruire un futuro diverso.

Infine, Rosalia Consoli ci esporrà un’esperienza pratica per riconoscere le radici che oggi ti sostengono,

quelle che hanno bisogno di essere nutrite e quelle che forse è arrivato il momento di trasformare.

Perché conoscere le proprie radici non significa vivere nel passato, ma scegliere con maggiore consapevolezza la direzione del proprio cammino.

Lunedì 27 luglio 2026 ore 8:00 (in replica giovedì 30 luglio alle 16:15) Rosalia Consoli a Radio Voce Camuna presenta

Giorni Felici – il RESPIRO del 2026 – RADICI :

Le nostre radici non sono solo delle semplici connessioni con il nostro passato,

rappresentano le fondamenta del nostro presente, ed una guida per il futuro.

Una corretta conoscenza e una custodia delle nostre radici sono di notevole importanza per il nostro benessere.

Le radici influenzano le scelte di vita, il nostro modo di essere.

Le radici interiori sono le fondamenta dell’essenza individuale, la nostra identità, chi siamo.

Le nostre scelte di vita, sono estremamente influenzate da queste radici.

Ma noi non siamo solo le nostre radici del passato,

siamo i nostri sogni, le nostre passioni, le nostre esperienze che prendono la forma con nuove radici, nuove manifestazioni.

Si, nuove radici, per lasciare i fardelli a volte dolorosi che ci portiamo dietro, esprimere al meglio la nostra vitalità come un albero in fiore.

Fate come gli alberi:

cambiate le foglie, ma conservate le radici.

Quindi, cambiate le vostre idee ma conservate i vostri princìpi.

(Victor Hugo)

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