I bacini e i corsi d’acqua di tutta la provincia languono.

Pioggia quasi assente ovunque, neve scarsa e temperature sopra la media stagionale stanno mettendo ancora una volta a dura prova le riserve idriche bresciane e non solo. I primi giorni di marzo hanno portato un po’di pioggia tra laghi, montagne e pianura, ma nei tre mesi di dicembre, gennaio e febbraio la siccità è stata particolarmente tenace.

Secondo gli ultimi dati del Consorzio dell’Oglio, il fiume in tre mesi, da novembre a febbraio, ha trasportato 243 milioni di metri cubi d’acqua. Vale a dire oltre 100 milioni in meno rispetto alla media dello stesso periodo calcolata negli ultimi 85 anni, che è di 350 milioni.

Sicuramente quello appena trascorso è stato un inverno avaro di precipitazioni, uno dei più siccitosi degli ultimi 50 anni, con soli 81 millimetri in 90 giorni secondo il pluviometro di Sarnico. Nello stesso periodo a Cedegolo ne sono stati rilevati 95 e a Edolo 100, ma poco cambia anche per la Vallecamonica.

Anche la neve è poca rispetto al fabbisogno. Secondo i calcoli dagli esperti dell’Enel aggiornati al 15 febbraio, l’area innevata dell’Adamello che fa confluire l’acqua dello scioglimento nel fiume Oglio garantisce in questo momento 31,4 milioni di metri cubi di risorsa - contro una media del periodo di circa 35 milioni - necessaria per la grande irrigazione e per il funzionamento delle centrali idroelettriche.

Ora bisogna solo sperare, per trascorrere un’estate senza emergenze, che nelle prossime settimane torni a nevicare in quota almeno qualche volta e che temperature troppo elevate non sciolgano la neve nella prima parte della primavera. Al contrario bisognerà iniziare in anticipo lo svuotamento estivo del lago d’Iseo.

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